La Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di interesse dell’area dell’euro. Nella riunione di giovedì il Consiglio direttivo dell’Eurotower ha deciso di confermare i saggi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso lo sportello ufficiale, rispettivamente allo 0,05%, allo 0,30% e a -0,20%. Il costo del denaro resta quindi fermo al minimo storico raggiunto a settembre dell’anno scorso. Nell’aggiornamento, il presidente della BCE Mario Draghi ha tagliato le stime della crescita dell’eurozona portandole a +1,4% nel 2015, per poi salire all’1,7% il prossimo anno e all’1,8% nel 2017. Draghi ha spiegato che “la ripresa continua a un ritmo più debole del previsto a fronte del rallentamento dei mercati emergenti, che pesa sulla crescita globale e sulle esportazioni dell’area euro”. La revisione al ribasso è strettamente legata alla “più debole domanda esterna” perché nella fase attuale “le economie emergenti pesano sulla crescita globale” e, in particolare, sul rallentamento dell’Eurozona. Draghi ha inoltre precisato che se sarà necessario, la BCE è pronta a prolungare “anche oltre” il settembre 2016 il programma di acquisto di titoli di Stato, i cosiddetto Quantitative Easing. (Notizia su Ansa, AGI, Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, RaiNews)

 
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