“Respingere in mare gli immigrati è un atto di guerra”. E’ quanto ha affermato Papa Francesco questa mattina nel dialogo a braccio con i ragazzi del Movimento Eucaristico Giovanile, prendendo spunto dal dramma che si sta consumando in Asia dove i “boat people” in fuga dal Myanmar sono respinti nell’Oceano. Pensiamo – ha detto il Pontefice – a quei fratelli nostri Rohingya che sono stati cacciati via da un paese da un altro e vanno sul mare e quando arrivano su un porto danno loro da mangiare e li cacciano di nuovo. È un conflitto non risolto: è guerra, si chiama violenza, è uccidere”.  Seconodo Bergoglio, “quando identità diverse vivono insieme, ci saranno sempre i conflitti, ma soltanto col rispetto dell’identità dell’altro si risolvono le tensioni, con il dialogo. I veri conflitti sociali e culturali hanno soluzione soltanto con il rispetto dell’identità dell’altra persona”.  Non è la prima volta che il Papa insiste sul tema dell’accoglienza ai migranti: il 17 giugno, nel corso di un’udienza generale a San Pietro, aveva invitato a “chiedere perdono per le istituzioni e le persone che chiudono le loro porte a gente che cerca aiuto e cerca di essere custodita” , mentre il 30 maggio aveva sottolineato come sia “un attentato alla vita” lasciar morire i migranti sui barconi. (Notizia su AGI, Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Leggo, RaiNews)

 
Set your Twitter account name in your settings to use the TwitterBar Section.