L’Italia è un Paese diviso e diseguale, dove il Sud è alla deriva e scivola sempre più nell’arretramento con una crescita inesistente e le nascite al minimo da 150 anni. È questa la drammatica fotografia contenuta nel Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2015.  Nel 2014 per il settimo anno consecutivo il PIL del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%) e il PIL pro capite tra Centro-Nord e Sud nel 2014 ha toccato il punto più basso degli ultimi 15 anni, con il 53,7%. Secondo il rapporto “dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto del 13% la metà della Grecia che ha segnato +24%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 (+53,6%)”. Notizia negative anche per quanto riguarda i dati sulla povertà: in Italia negli ultimi tre anni, dal 2011 al 2014, le famiglie assolutamente povere sono cresciute a livello nazionale di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. Quanto al rischio povertà, nel 2013 in Italia vi era esposto il 18% della popolazione, ma con forti differenze territoriali: 1 su 10 al Centro-Nord, 1 su 3 al Sud. La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%). (Notizia su Radiocor 1, Radiocor 2, Radiocor 3, Radiocor 4, MF-DowJones, Ansa, AGI, La Stampa, La Repubblica, Corriere della Sera, Il Giornale, Tgcom24)

 
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