Il rapimento dei quattro italiani dell’azienda Bonatti potrebbe essere un’azione di “rappresaglia” messa in atto da “uno o più trafficanti di esseri umani” contro la missione che punta ad individuare “le navi che salpano dalla Libia per l’Europa“. E’ quanto ha affermato l’ambasciatore libico in Italia, Ahmed Safar, esclude dunque che il sequestro sia un messaggio diretto all’Italia per il ruolo svolto nella crisi libica. “E’ molto improbabile” che ci siano “motivazioni politiche” dietro il rapimento, ha spiegato l’ambasciatore. “Fino a stamane non ci sono dichiarazioni note” che fanno ipotizzare che i rapitori abbiano un’agenda politica. “Anche le dichiarazioni dell’autista del veicolo sul quale viaggiavano i lavoratori italiani, al quale è stato permesso di andarsene quasi incolume, indica che i rapitori non hanno ostentato posizioni radicali o politiche”, ha aggiunto Safar. Sulla questione è intervenuto anche il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, secondo cui ”allo stato delle nostre informazioni dare interpretazioni politiche sui moventi del rapimento è prematuro e imprudente. Stiamo lavorando da domenica sera molto intensamente per risolvere il sequestro”. (Notizia su La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale)

 
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