La società italiana Hacking Team che vende software-spia ai Governi ha ammesso di aver subito un attacco informatico. “Abbiamo perso la capacità di controllare chi utilizza la nostra tecnologia. Terroristi, estorsori ed altri possono implementarla a volontà. – si legge in un comunicato della società vittima di un pesante attacco hacker il 6 luglio – Crediamo sia una situazione estremamente pericolosa, è oramai evidente che esiste una grave minaccia”. Il problema è stato confermato anche da Giampiero Massolo, direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza – il vertice dei servizi segreti italiani – chiamato a riferire al Copasir sul caso: “Ci sono verifiche in corso in merito all’impatto dell’attacco subito dalla società Hacking Team sui software utilizzati dai servizi segreti italiani. Il rischio è infatti che dati della nostra intelligence siano stati hackerati”. Secondo quanto si è appreso, la società sarebbe stata attaccata perché – secondo gli hacker attivisti – il software Remote Control System verrebbe usato da regimi dittatoriali per monitorare attivisti per i diritti umani, dissidenti e giornalisti. Una circostanza supportata dagli almeno 400 gigabyte di materiale prelevato durante l’attacco del 6 luglio, di cui però l’Hacking Team non conferma l’autenticità. “Prima dell’attacco potevamo controllare chi aveva accesso alla nostra tecnologia”, e quindi la società poteva spegnere l’accesso. Ma ora, continua il comunicato, “a causa del lavoro di criminali, abbiamo perso la capacità di controllare chi la utilizza”. (Notizia su La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Quotidiano.net, Il Giornale, RaiNews)

 
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