ProsciuttiProsciutti provenienti dalla Polonia venduti come italiani. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri che hanno smascherato un laboratorio clandestino a Villaricca, nel Napoletano. In un locale interrato i prosciutti venivano disossati ed etichettati con marchi di aziende italiane, per poi essere venduti al dettaglio a prezzi inferiori a quelli di mercato. Tra le etichette applicate anche quella del consorzio prosciutto di Parma. Una 52enne e un 54enne di Villaricca, sono stati denunciati per frode in commercio, esercizio abusivo di vendita all’ingrosso di prodotti alimentari di salumeria, violazione delle norme amministrative e sanitarie che disciplinano la somministrazione al pubblico di alimenti. I militari dell’Arma, con gli ispettori del dipartimento prevenzione dell’ASL, hanno rinvenuto e sequestrato tutte le attrezzature utilizzate per la manipolazione del prodotto importato dall’estero. Nel laboratorio clandestino le condizioni igienico-sanitarie erano pessime. Le indagini continuano per individuare la rete di negozi che vendevano il prodotto falsificato e poco sicuro. “Il settore della carne – spiega la Coldiretti – è particolarmente vulnerabile con il valore dei sequestri effettuati dai NAS che è stato pari a 143,7 milioni di euro nel 2014, il più alto tra tutti i diversi settori merceologici, anche per la mancanza di trasparenza negli scambi commerciali e nell’informazioni ai consumatori in etichetta. Infatti due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine”. (Notizia su AGI, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Mattino, Affari Italiani, Quotidiano.net)

 
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