La Chiesa si prepara ad affrontare il dibattito decisivo sui temi della famiglia ed apre un ulteriore spiraglio sulla questione della comunione ai divorziati risposati, uno degli aspetti più delicati nella discussione avvenuta durante il Sinodo straordinario dell’ottobre scorso. Dopo otto mesi di confronto è stato presentato oggi l’Instrumentum Laboris, il testo che guiderà i lavori sinodali. Il documento parte proprio dalla relazione finale messa ai voti paragrafo per paragrafo il 18 ottobre 2014. E sul punto 52, quello approvato con una maggioranza risicata del 56%, si afferma ora che, in base alle consultazioni e agli studi effettuati, per il caso dei divorziati risposati che vivono una “convivenza irreversibile”, ma chiedono di ricevere la comunione, “c’è un comune accordo sull’ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale, sotto l’autorità del vescovo”. Nel documento presentato oggi viene ribadito poi che “ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società” e si ritiene “auspicabile che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone”. Nulla però si afferma al momento riguardo alle coppie gay, in attesa del dibattito di ottobre. (Notizia su Ansa, Adnkronos, La Stampa, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Messaggero, Il Giornale)

 
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