Il detenuto non può essere graziato, ma prima di dirglielo assicuratevi che sia vivo: è questo il contenuto di una comunicazione interna tra il ministero della Giustizia e l’Ufficio matricola della Casa circondariale di Bologna. Lo segnalano le edizioni bolognesi del Corriere della Sera e La Repubblica trasformando una domanda di grazie respinta in un motivo di irrisione per il ministero. Nella comunicazione viene chiesto di notificare il rigetto della domanda di grazia presentata – si suppone – per motivi di salute e in seguito si prega “di voler istruire il personale procedente affinché quest’ultimo provveda ad assicurarsi, anche nelle vie brevi, circa l’esistenza in vita del condannato” questo “onde prevenire il verificarsi di evidenti situazioni di imbarazzo”. (Notizia su Corriere della Sera, La Repubblica)

 
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