La filiale italiana di una multinazionale americana e due suoi manager sono stati condannati in primo grado a Milano al risarcimento di oltre 1 mln di euro per un pacemaker che sarebbe risultato “malfunzionante”. Lo segnala il Corriere della Sera, spiegando che la vicenda prende origine nel 2010, quando un’infermiera 42enne di San Donato Milanese finì in coma irreversibile con danni cerebrali permanenti dopo che il pacemaker-defibrillatore che aveva impiantato mancò secondo l’accusa di entrare in funzione. Per le lesioni (la donna è attualmente in stato vegetativo) il giudice ha condannato gli imputati a risarcire il marito, i loro tre bambini e gli altri familiari. (Notizia su Corriere della Sera, Quotidiano.net, Il CittadinoAffari Italiani, Tgcom24, TG1 o notizie pregresse da sito incamminopermaria.org)

 
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