Svolta nel lungo giallo sulla scomparsa di Ettore Majorana, il fisico catanese di fama mondiale di cui si persero le tracce il 26 marzo del 1938. Secondo quanto ha accertato la procura di Roma che indaga sul caso, lo scienziato era vivo nel periodo tra il 1955 e il 1959 e si trovava, volontariamente, nella città venezuelana di Valencia. La procura, che ha archiviato un’inchiesta riaperta nel 2008 dopo una puntata di Chi l’ha visto?, è convinta di aver acquisito un punto fermo: lo scienziato si trasferì all’estero, “permanendo in Venezuela, almeno, nel periodo tra il 1955 e il 1959”. Trasferimento “volontario”, come spiega il procuratore aggiunto Piefilippo Laviani sottolineando “l’inerzia degli organi diplomatici venezuelani” in merito alla richiesta di notizie circa “il possesso di una patente di guida o di titoli di proprietà di un’auto” da parte dello scienziato italiano. Difficile sapere che cosa abbia fatto il fisico siciliano nel Paese sudamericano, nè stabilire che fine abbia fatto. A determinare la riapertura delle indagini fu la testimonianza di Francesco Fasani, un meccanico deceduto pochi anni fa che al programma di Rai3 e poi agli inquirenti affermò di aver conosciuto a Valencia nel 1955 Majorana, che all’epoca si faceva chiamare signor Bini, giunto in Venezuela come emigrato. (Notizia su AGI, Corriere della Sera, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, Panorama, Quotidiano.net)

 
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