Condanna annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione. Questo il verdetto pronunciato dalla prima sezione penale della Cassazione nell’ambito del processo Eternit. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny non dovrà dunque scontare i 18 anni di reclusione per disastro doloso inflittigli dalla Corte di appello di Torino. Annullati anche i risarcimenti per le vittime e i loro familiari. In particolare secondo la Corte, la prescrizione sarebbe “maturata prima della sentenza di primo grado”, il 13 febbraio 2012. È stata quindi accolta la richiesta del procuratore generale della Cassazione, Francesco Mauro Iacoviello, per il quale era necessario dichiarare la prescrizione di tutti i reati contestati. La sentenza è stata accolta dalle ovvie proteste dei numerosi familiari delle vittime dell’amianto presenti nell’Aula magna. “Vergogna, vergogna” hanno detto in tanti, urlando subito dopo la lettura del verdetto. Il PM di Torino, Raffaele Guariniello, che in primo e secondo grado aveva ottenuto la condanna del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, ha commentato: “Non bisogna demordere. Non è un’assoluzione. Il reato c’è. E adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi”. (Notizia su Ansa, AGI, Adnkronos, La Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Sky Tg24, Tgcom24, RaiNews)

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